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31 juillet

Versi di lucida follia

 
Ho ascoltato versi di lucida follia,
l'oppio ha fatto parlare assai e ha seccato le gole
alla fine.
Ecco la follia,
semmai ancora non l'avessi ben conosciuta,
eccola tutta piena d'ansia e di sogni
e tutta brillante,
come sempre m'era parsa all'occhio!
Passeggiava e rideva
e sedeva sulle pietre eleganti del castello,
come principessa reietta,
nobile e ribelle,
meravigliosa come sempre.
Ogni giorno un addio
finché non diverrà donna
in chissà quale continente,
per farsi bella ancora
e folle
e ansiosa;
per trapanare ancora il cranio
fino in fondo
e col sorriso.
 
Andréa
29 juillet

Per me si potrebbe pure riempirci le guance d'acqua fredda

 
Per me si potrebbe pure riempirci le guance d'acqua fredda,
vedere quanto zitti sapremo essere.
Sotto il sorriso magari porto l'oppio,
fa parte dell'antica promessa,
e gli occhiali vecchi.
Magari porto gli stessi occhi
e le stesse mani
e le stesse sigarette,
per difendermi da tutta quell'eloquenza.
Per me si potrebbe pure riempirci le guance d'acqua fredda
e spegnere sigarette e paranoie;
di solito comparivano compagnate l'une con le altre,
abbracciate in amori non convenzionali,
di quelli che non sono vigliacchi
e che trapanano le teste,
dall'interno!
 
Andréa
28 juillet

Nelle strade dell'avvenire e del silenzio

 
Sia oggi terra arsa
nelle strade dell'avvenire e del silenzio.
Sia fuoco sulle teste incappucciate dei salici,
sia caldo di fiamme e sonno.
Sia libertà,
nella solitudine compassionevole d'un concerto
per trovarsi in faccia pure una sorta di sorriso,
dimenticato da quell'altro incontro
ancora sotto vento.
Sia pure fuga
in queste terre percorse dai fulmini del tempo,
sia mare!
Quando fummo una cosa sola
nella solitudine di noi,
ci bastava stare soli,
incappucciati come i salici
sulle strade di avvenire e di silenzio.
Allora ti porto con me
nella sola solitudine che mi riesce,
così zitta da sembrare, talvolta,
quella voce di tomba.
 
Andréa
 
27 juillet

Mi piace quando taci

 
Mi piace quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.
Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell'anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.
Mi piace quando taci e sei come distante,
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.
Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.
Mi piace quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.
 
Pablo Neruda
per Andréa
 
25 juillet

Rifatti il volto

 
Affogarsi nel maestrale
che punge di granelli sulla schiena
per vedere intorno
milioni di sorrisi
chiedendo al fumo,
rapidamente evaso verso il largo,
di arrancare un'assurda solitudine..
Non bruciare tutto, Pomeriggio,
la fuliggine mette lacrime agli occhi,
invisibili.
Rimetti insieme i pezzi piuttosto,
rifatti il volto, uomo!
Rifatti una plastica mentale
che tiri gli argini delle labbra
fino a fare male
per poterla salutare quando tornerà bella,
dietro gli occhi caldi, stretti di scoperta.
Hey Chopin!
Dico a te allora,
tira più forte se puoi,
tira ancora un po';
ricordandomi lontano
molti fiati regaleranno un sospiro
al cielo!
 
Andréa

Altro che cicca

 
Altro che cicca sulla fronte o sulla lingua,
qui va a fuoco tutta la mia terra!
E va a fuoco davvero per molti boschi
e molte fiere carbonizzano e si perdono
tra i fumi vegetali..
Rimane l'odore della morte,
l'acqua non cura ogni ramo arso,
l'acqua spegne.
Le mutilazioni sono più morte ancora.
Non si può respirare a fondo,
la tua mano ha soffocato,
maledetto uomo,
hai voluto bruciasse la tua casa
perché il tuo cielo tornasse terso?
Cancellati dalla nostra vita
ormai molto più povera di boschi,
e tu ben sapevi
quanto ci tenessimo tutti!
 
Andréa
23 juillet

La cicca sulla lingua

 
Che dolore spegnersi la cicca sulla fronte!
Poi rimane quella cicatrice da cicca
rossa di carne e di sangue..
(A leccarsi sul braccio viene solo sale
e viene sete).
Oppure spegnendola sulla lingua
può conservare la forma
ma fare un gran silenzio,
che parlare punge e si teme la stretta!
Quanto era bella in tutto il suo silenzio,
Forse ancora troppo sale di quà del porto,
rimane bella perché a bruciare è solo la lingua;
del resto bisbiglia senza neanche accorgersi.
 
Andréa
22 juillet

E' già tutta apparecchiata!

 
Che non è solo l'alcool
a condividere con l'encefalo
l'insanità mentale..
C'è anche dell'altro
che si accompagna a quel becco!
C'è tutta questa nebbia
di umido e di sabbia,
c'è anche una certa fuga
e il suo attacco di mare.
Dove diavolo sei?
La follia è già tutta apparecchiata!
 
Andréa 
21 juillet

Potevi almeno salutare

  
No, dico,
potevi almeno salutare prima che ti morissero i nonni..
e mi mettessi nella paranoia dell'ignorante.
Potevi dirmi così gentilmente di andare pure al diavolo!
Adesso non mi sfiora neanche la voglia
di stringerti la mano.
E neanche la voglia dell'astio,
neanche la voglia di risalutare.
Come va avanti questo assurdo pellegrinaggio!
ti lascia tra le memorie anche quelle perdute.
Sembra come tardi per potersi consolare,
e forse lo è in parte
ed in parte è solo noia.
Non è mai vendetta,
la testa la si può perdere
per poche volte insieme;
pensami come morto,
amico mio,
come forse hai voluto che fossi;
saremo più forti in un altro paradiso.
 
Andréa
19 juillet

Griffy il bottaio

 
Il bottaio dovrebbe conoscere tutto delle botti.
Ma io conoscevo allo stesso modo la vita,
e tu che indugi tra queste tombe
pensi di conoscere la vita.
Credi che il tuo sguardo
comprenda un ampio orizzonte, forse,
in verità stai solo girando intorno
all'interno della tua botte.
Non puoi tirarti su fino al bordo
e vedere all'esterno il mondo delle cose,
e nello stesso momento vedere te stesso.
Sei sommerso nella botte di te stesso -
tabù e regole e apparenze,
sono queste le doghe della tua botte.
Spezzale e dissolvi la magia
di credere che la tua botte sia la vita!
E di conoscere la vita!
 
Edgar Lee Masters
per Andréa
 
18 juillet

Buongiorno buongiorno io sono Francesco ma in realtà mi chiamo Daniele

 
Prendi almeno un gelato gigante!
i cinquanta centesimi sono pochi per quel ciondolo.
Grazie, mi hai offerto il pranzo?
Si Francesco;
il panino con l'humburger sia, come preferisci!
Tutto pieno di maionese?
Senza vien da versare lacrima, non credi?
nella roulotte ti passerà la notte con la pancia un poco più piena
e più voglia ancora di sorrisi!
Ricordati di noi quando vorrai odiare ancora gli uomini..
Ancora un po' e sarai grande abbastanza per trovare una via più lucida
e poter spaccare il naso agli arroganti
(hanno soldi abbastanza per affogarsi di humburger),
te lo voglio augurare a piena voce.
 
Andréa
 
 

La paura del mondo è di chi ne fa parte!

 
Si penserà pure ch'io sia alcolista..
"La paura del mondo è di chi ne fa parte"!
Me l'hanno appena detto e certe cose non si contraddicono
quando fanno verità.
L'alcolista tenta una fuga
fregandosi la sabbia sulla schiena
e pensa di tacere,
o innanzi a quegli occhi ha il potere di parlare ancora,
di ironie sul senso della morte:
basta dire che non si è capito un cazzo per avere
inequivocabilmente
ragione..
Non aver paura solo della noia,
abbine dell'odio,
abbine dell'indifferenza!
Quì c'è un sorriso
conservato
(forse surgelato)
tutto quasi intatto;
ha avuto parole per la grazia dei corpi,
per la rabbia di certi baci..
(del resto quei "noi" lo siamo sempre stati).
Tienilo un po' stretto
ma che possa respirare,
come quando mi ritrovarono a Parigi in certi dialoghi amorosi.
Si penserà pure ch'io sia alcolista;
in verità non c'ho capito quasi un cazzo
e questo basta,
no?
 
Andréa
 
17 juillet

+

 
Per quanto dura una vita
finisce sempre male.
Finisce sempre che muore.
Questa volta non mi vedranno
i funerali,
c'eravamo già salutati
con le solite domande,
a voce zoppa;
mi sembrava più dolce
di un dialogo silente su una tomba.
Se davvero avevi ragione tu e sei lassù
salutami anche lui,
chiedigli di strizzarmi l'occhio.
Addio.
 
Andréa
15 juillet

Giorno perfetto

 
Solo un giorno d'estate,
sangria nel parco,
sulla punta dello scoglio;
e quando venne buio
si tornò a casa.
Fuori di qua la noia, 
è così folle.
Ho pensato d'essere ancora qualcuno,
ancora buono
per il sorriso; 
solo un giorno d'estate
speso volentieri con te..
Solo un giorno perfetto,
stava per venirmi la voglia
di restare con te..
Raccolto ciò che hai seminato
tornai ancora ai bordi dello scoglio
aspettando che il giorno
si facesse perfetto. 
Troppo facile da ricordare,
troppo sale perché tornasse perfetto.
 
Andréa and Lou Reed
14 juillet

Distendi le ginocchia

 
Distendi le ginocchia
maledetto giorno di mezzo luglio,
prova almeno una stazione eretta!
In certe condizioni si rievocano
preghiere ed orgasmi,
e rimane il dubbio su quale sia
tra tutti
il ricordo.
Distendi le ginocchia intanto
e comincia ad andare,
maledetto giorno di mezzo luglio,
ti raggiungerò presto,
sto ancora aspettando,
impaziente per il ritardo!
 
Andréa
 
13 juillet

Spigolo di roccia di vulcano

 
Hai tenuto ad offrirmi anche questo giro di testa!
Grazie, il bancone è sempre lucido..
e fa sempre molto rock,
rock garbato,
rock molto alcoolico,
spigolo di roccia di vulcano
sul ventre rigonfio di sogni.
Non avrei aspettato tanto per un simile addio,
non c'avrei neanche bevuto troppo su
se non avessi
penetrato
il cranio..
Che non c'è pianto,
la lacrima viene solo per l'altro mondo;
c'è che ride lo zigomo,
si punta l'orecchio e
tende l'ascolto..
prova a raccontare di quei giorni zingari
e di domani
e di tutti gli scontri e dei fracassi
e degli ignavi:
fermati sul buio del mio silenzio,
poi finalmente taci.
Fatti guardare;
a mani nude.
 
Andréa
 
10 juillet

Breve tempo di bosco

 
Ho rubato un panino alla lauta spesa;
c'ho messo quel tonno d'industria
che fino a ieri trovavo di troppo!
Mezzo pomodoro maturo,
che uno intero sembra da ingordi,
un sorso di rubinetto,
non un caffé,
e fui felice.
Sazio di odori e di ricordi,
smisi di desiderare
per quel breve tempo d'ombra.
Avresti dovuto esserci,
perché decidessi di non tornare mai
sulla terra ferma.
 
Andréa 
8 juillet

Sobborghi della nostra lisbona

 
Suona ora campana,
clangore metallico della festa
sotto l'orchestra di fado nei sobborghi umidi
della nostra lisbona;
suona il momento della sveglia e della messa.
Corpi seminudi beccati ai piedi del sonno,
strisciati d'urina quei muri
e quel ricordo..
chitarra da fado scivolosa
ai piedi del canto,
finché gli occhi si fanno chiusi
per l'orchestra
e per la giostra,
che gira la testa
di whiskey caldo.
Suona campana,
è solo un ricordo.
 
Andréa 
7 juillet

Paura di pericolo rosso e di inutile bandiera bianca

 
Sei già morto Albero?
Perché non mi insegni invece la risata sciocca?
Falla filare su questi denti,
solidi maldisposti sul labbro rosso..
i gabbiani li di fronte avranno pure bisogno di un concerto,
il solo vento fa libertà e solitudine;
Il mare già sapeva che la lontana spiaggia avrebbe cominciato
ad insinuargli il volto:
da tempo si carezzano nell'ombra,
per gioco e per destino si sciacquano nel giorno.
Un concerto ai gabbiani ed al vento
per ricevere gli applausi ad ali spiegate
e l'onda in deriva fredda di maestrale.
Si alza bandiera rossa, dunque,
chi non sa nuotare sa anche di non doversi bagnare!
Evapora, musica d'irlanda,
su quella nuvola rossa come la bandiera ed il labbro.
Quanti pericoli.. tutti ad intimare prudenza.
il labbro parla allora senza impegno
ed il mare scivola senza correnti
perché anche la bandiera divenga inutilmente bianca..
peccato.
Sei già morto Albero?
Sei già morto di sciocche risate?
O ti sei riempito il labbro di impegno
ma fuggendo la corrente ed il freddo del vento?
insegnami la risata sciocca e rossa se esiste,
mostra i denti storti, albero,
scioccamente,
in faccia alla risata composta del saggio;
come sai fare tu, senza fuggire mai
neanche sotto quel maestrale..
che non c'è pericolo quì
fuori dai cori degli angeli,
magari solo un po' di solitudine.
 
Andréa
6 juillet

Riflettiti sul vetro degli occhiali

 
Riflettiti sul vetro degli occhiali,
c'è sole sufficiente perché accada.
Tutti quei capelli coprono vetro e occhiali ed occhi;
riflettiti sui capelli,
appariresti più ombra del solito,
più tenebra che semplice buio;
assenza.
Allora parla
se proprio non è dato di vedere il riflesso,
raccontami una favola.
La voce è stopposa dal troppo silenzio,
la favola sarà breve ed intensa..
o fatti assaggiare,
leggera come la nuvola,
che al cieco può bastare l'assenza
e quel gusto
umido di trementina d'Alsazia.  
Senza chiederti di mangiarti,
solo un assaggio, solo un altro.
 
Andréa